Tullia d’Aragona, “Fasseli gratia per poetessa”. Rime. Al Duca di Firenze.

Se gli antichi pastor di rose e fiori
sparsero i tempii, e vaporar gli altari
d’incenso a Pan, sol perché dolci e cari
avea fatto a le Ninfe i loro amori:

quai fior degg’io Signor, quai deggio odori,
sparger al nome vostro, che sian pari
a i merti vostri, e tante, e così rari,
ch’ognor spargete in me grazie e favori?

Nessun per certo tempio, altare, o dono
Trovar si può di così gran valore,
ch’a vostra altra bontà sia pregio eguale.

Sia dunque il petto vostro, u’ tutte sono
Le virtù, tempio; altare, il saggio core;
Vittima, l’alma mia, se tanto vale.