Sara Copio Sulla. La Voce del ghetto di Venezia seicentesca. I sonetti. V.

Signor, che dal mio petto arderti avanti
Mai sempre scorgi in olocausto il core
E sai ch’altro desìo che frale onore
M’instiga a porger preghi, a versar pianti,

Deh! Volgi in me il tuo sguardo e mira quanti
Strali m’avventa il perfido livore;
Sgombra da cieche menti il fosco errore,
Né d’oltraggiar il ver l’empio si vanti.

Ben so ch’indegna di tue grazie io sono;
Ma l’alma che formasti a tua sembianza
Fia ch’ad esserle scudo ognor ti mova.

Cessi d’audace lingua il falso suono
E chi adombrarla vuol scorga per prova
Che la mia fede ha in te ferma possanza.

 

Signor, che dal mio petto arderti avanti, Manifesto di Sarra Copia Sulam hebrea…, in Venetia, MDCXXI, Appresso Ioanni Alberti, p. 7